Curare il cancro nell'era della Medicina Personalizzata

treating cancer

I ricercatori del National Cancer Institute (NCI) hanno sviluppato un approccio personalizzato che ha portato alla completa regressione del tumore in un paziente con carcinoma mammario metastatico, laddove tutti gli altri trattamenti avevano fallito. Hanno usato le cellule immunitarie del paziente, ma non tutte: hanno selezionato solo quelle che riconoscevano un insieme di proteine mutate espresse dal tumore del paziente stesso.

Prima che il cancro si manifesti, una cellula deve accumulare una serie di mutazioni genetiche, che gli permettono di "infrangere le regole", cioè di crescere senza controllo e formare metastasi. A differenza di quelle sane, le cellule tumorali sono particolarmente suscettibili alle alterazioni genetiche, perché il sistema che normalmente controlla la qualità del DNA dopo la replicazione spesso non funziona correttamente. Di conseguenza, l'insieme delle proteine espresse da una cellula cancerosa può essere molto diverso da quello di una cellula sana. Alcune mutazioni possono attivare geni normalmente silenziosi (e viceversa), produrre un eccesso di una proteina esistente o addirittura generare nuove proteine, che sono specifiche del paziente e non esistono nei tessuti normali. Alcune alterazioni "aiutano" il tumore a sopravvivere e invadere l'organismo, mentre altre sono neutre e non influenzano il suo fenotipo.

Una cosa è certa: le mutazioni genetiche, indipendentemente dalla loro origine o funzione, sono ciò che rende una cellula tumorale diversa dalle altre cellule dello stesso tessuto. A volte, questa differenza è molto lieve, come la sostituzione di un singolo amminoacido nel cuore di una proteina sconosciuta. Fortunatamente, il sistema immunitario riconosce anche questi piccoli cambiamenti e attacca solo le cellule tumorali, che esprimono proteine mutate sulla loro superficie e sono quindi facilmente distinguibili da quelle sane…almeno per l'occhio attento delle sentinelle immunitarie!

Tuttavia, le cellule immunitarie potrebbero non essere in grado di raggiungere il sito del tumore o non riuscire da sole ad arrestare la progressione del cancro. L'immunoterapia comprende una varietà di trattamenti volti a ripristinare o potenziare la risposta immunitaria contro il cancro.

Una comune strategia immunoterapica si chiama Trasferimento Cellulare Adottivo (TCA) e consiste nell'isolamento dei linfociti T dal sangue o dal tumore del paziente, espansione in laboratorio e re-infusione nel paziente. I linfociti T sono infatti la migliore risorsa contro il cancro, poiché per mezzo del loro recettore, riconoscono le cellule tumorali e rilasciano enzimi litici che le distruggono.

I ricercatori del NCI hanno sviluppato un approccio terapeutico che combina il potenziale del TCA con la specificità delle mutazioni del paziente. In una prima fase, hanno sequenziato il DNA e l'RNA dal tumore del paziente, determinando quali proteine mutate erano espresse. Quindi, hanno isolato i linfociti infiltranti il tumore (TIL) e selezionato solo quelli che riconoscevano specificamente alcune delle proteine precedentemente identificate. Solo questi TIL sono stati espansi e re-infusi nel paziente, insieme a un farmaco che blocca i fattori immuno-soppressori secreti nel microambiente tumorale. Questi soldati specializzati sono riusciti non solo a raggiungere il tumore, ma anche ad annientarlo.

Questa strategia personalizzata ha mediato la completa e duratura regressione del carcinoma mammario metastatico in un paziente che non rispondeva a tutti gli altri trattamenti. È l’inizio di una nuova era per la medicina personalizzata e di precisione? Possiamo identificare mutazioni specifiche del tumore e "persuadere" il sistema immunitario a bersagliare solo queste, aumentando l'efficacia e riducendo gli effetti collaterali? Ci sono sempre più studi che puntano in questa direzione. Gli scienziati di Vitares stanno esplorando nuove strategie che consentono al sistema immunitario di riconoscere le mutazioni del cancro. Sarà questo il futuro dell’oncologia?

Erika salvatori

 Fonte:
Zacharakis, N., et al. (2018). Immune recognition of somatic mutations leading to complete durable regression in metastatic breast cancer. Nature Medicine 24, 724-730.

Questo Articolo è disponibile anche in lingua inglese bandiera inglese

Tags: Linfociti T CD8 Medicina Personalizzata Trasferimento Cellulare Adottivo linfociti infiltranti immuno-soppressori

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