L’elettro-chemioterapia del cancro aiuta anche i pazienti più “spinosi”

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Un paziente insolito: piccolo, con le spine, ma anche particolarmente amichevole. L'anno scorso, per la prima volta, un gruppo di ricercatori italiani ha sottoposto un riccio africano al trattamento con elettro-chemioterapia, per alleviare i sintomi di un cancro. È un approccio innovativo, non solo in campo veterinario.

Nonostante gli aculei poco rassicuranti, il porcospino africano non è né aggressivo né particolarmente timido; al contrario, è amichevole e affettuoso. Per questa ragione (e per il suo aspetto irresistibilmente buffo), nel mondo occidentale sempre più persone lo prendono in casa come animale domestico. Ma la vita con un riccio può rivelarsi anche problematico: il nostro piccolo amico spinoso ha bisogno di molte attenzioni e soprattutto, può ammalarsi come chiunque altro.

I ricci e il cancro

Non sono certo gli unici animali domestici ad ammalarsi di cancro, ma per i ricci africani la probabilità che succeda non è nemmeno così remota. A circa il 50% dei ricci viene diagnosticata una neoplasia in età anziana. Nella maggior parte dei casi, i tumori sono maligni e con una prognosi infausta. Colpiscono principalmente la pelle e i sistemi digestivo, endocrino, respiratorio e riproduttivo.

La prima volta

C'è sempre una prima volta, per tutto. Per un gruppo di ricercatori italiani coordinati da Alfonso Baldi dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli", questa è stata la prima volta che hanno curato un riccio africano con l'elettro-chemioterapia. Nessuno l'aveva mai fatto prima né con altri mammiferi esotici. La paziente era una femmina di 5 anni, con una massa tumorale che cresceva ormai da un mese nella bocca. La biopsia non aveva lasciato dubbi, con una diagnosi di carcinoma a cellule squamose, in uno stadio tale da non poter essere rimosso chirurgicamente. L'elettro-chemioterapia era l'unica opzione terapeutica. Non ha curato completamente il riccio, ma ha mandato il tumore in parziale remissione per 5 mesi.

Come funziona

L'elettro-chemioterapia combina la somministrazione di farmaci chemioterapici con degli impulsi elettrici. La corrente apre dei pori sulla superficie delle cellule tumorali, agevolando l’ingresso di farmaci che in condizioni normali non possono attraversare la membrana, come la bleomicina o il cisplatino. L’elettro-chemioterapia si usa già per una varietà di tumori, sia negli esseri umani che negli animali domestici. Ma si pensa di poter estendere questa strategia anche agli animali esotici, inclusi mammiferi, rettili e uccelli. Sebbene i protocolli siano ancora in una fase iniziale, casi come questo dimostrano le sue potenzialità, anche su pazienti a cui siamo meno abituati.

Erika Salvatori

Fonte:

Spugnini, E.P. et al. (2018). Electrochemotherapy palliation of an oral squamous cell carcinoma in an African hedgehog (Atelerix albiventris). Vet Res Forum. 9(4): 379–381

Tags: pazienti spinosi elettro-chemioterapia

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